NE SUTOR SUPRA CREPIDAM IUDICARET

(il ciabattino non giudichi di ciò che sta più su della calzatura)

 

 

Apelle, secondo Plinio il Vecchio e Valerio Massimo, avrebbe con questa frase tagliato corto alle osservazioni di un ciabattino che, dopo avergli mosso giuste critiche per il modo in cui aveva riprodotto una calzatura, voleva dire la sua anche sul resto del quadro.